...Lei lo vide luccicare nel buio, come se la lama avesse catturato e imprigionato ogni scheggiadi luce dentro la stanza.
Per un istante lo sollevò. Il pugnale che le aveva regalato il Maestro...poi lo gettò via, e mentre sentiva tintinnare il metallo sul pavimento, si buttò al collo di Learco e si permise di piangere disperatamente. Lui rimase inerte tra le sue braccia, ma a lei bastava poterlo stringere a sè e pensare che niente di tutto quello era accaduto per davvero.
Poi la mano di lui risalì lentamente lungo il profilo della sua schiena e si fermò all'altezza del collo, dove la sua presa calda la fece rabbrividire di piacere. La baciò, come la prima volta e fu un bacio lungo, senza tempo.
Finalmente si sentiva libera. Esisteva solo la muta speranza di Learco che l'abbracciava e delle sue mani che la accarezzavano, che sfioravano l'ansa della sua gola. la curva del suo seno.
Le sfilò la casacca delicatamente, adagiandola a terra e lei lo strinse a sè con forza. Dubhe era certa che quel momento, se pur breve, valeva quanto una vita intera.
Le notti successive furono anke più belle. Si rotolavano sul pavimento giocando come due amanti. La mattina dopo, quando si vedeva sul corpo i segni di quegli incontri furtivi, Dubhe sorrideva.


When you can live forever, what do you live for?







